venerdì 13 luglio 2018

CORSO DI DIZIONE A TREZZO SULL'ADDA




 DIZIONE, L'ARTE ORALE DELLE PAROLE
L'inizio del corso
è previsto
appena raggiunto il numero
indispensabile di 9/10.
A Trezzo sull'Adda
 

Lo studio della DIZIONE rimuove gli ostacoli che inceppano la comunicazione,
recupera l’aristocrazia perduta della parola
e ci consente di ottenere il grande effetto,
non solo di farci CAPIRE ma di essere ASCOLTATI sul serio.
‘Sedurre con le parole’ vuol dire ‘condurre a sé l’altro’,
VUOL DIRE
dominare
il PALCOSCENICO DELLA VITA.
L'insegnante è Adolfo Milani, responsabile unico e regista di Parolazione.
L'iscrizione è aperta  tutto l'anno.
Il corso dura 40 ore: due ore settimanali dalle 21 alle 23
di
giovedì 

 Per ulteriori informazioni rivolgersi all'Ufficio Cultura di Trezzo sull'Adda
o lasciando un commento.
         
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Prossimamente...anche sul più alto trono del mondo non siamo seduti che sul nostro culo.







Adolfo Milani, il regista 
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Un digiunatore
di Kafka
Adolfo Milani
ha ridotto e interpretato
il 28 aprile 2018, ore 21
Vecchia Filanda
Grezzago
al sassofono
Alessandro Albani
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"Una domanda  di matrimonio"
 di Anton Cechov
...dove piccoli personaggi borghesi si mostrano vittime di  insignificanti, mediocri, vanesie pulsioni. E’ il tipo di disordine russo interiore, inconsapevole di fine ottocento, connotato dal peso della mediocrità di esistenze senza ideali o torturati da troppi ideali irraggiungibili.
Cechov ha un’opinione  tutta personale del  matrimonio : se ami la solitudine, sposati!  
Adattamento, riduzione e regia
di  Adolfo Milani
con
Enrica Enzler:      la moglie Olga
Adolfo Milani:      il marito Stefano
Emanuela Toccagni: la figlia Natalia
:       il pretendente Ivano
Francesca Bassis.:    Sonia la domestica
 
Costumi e trovarobe: Patrizia Mele.
Data da stabilire
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 "La tana"
di Kafka
e
"Syntesis"
testo e regia  di 
Adolfo Milani
Chi dice in 10 parole ciò che si può dire in  8
è capace di  tutto...anche di  uccidere il padre
(G. Pascoli)
data da stabilire.

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Prossimamente, non necessariamente in quest'ordine

-"EletalelatelE" di Adolfo Milani
- La domanda di matrimonio di Cechov
- La tana di Kafka
- 'Synthesis' di A. Milani
- 'L'ultimo addio' di Arthur Schnitzler
- " La mandragola " di N. Machiavelli 
-  "Le donne del Manzoni" a cura di Adolfo Milani   
-  Lettura dei libretti d'opera
 - "Memorie dal sottosuolo" di Dostoevskij
- Diari
- "Il taccuino di un vecchio sporcaccione" di Boukoski
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Ultimo spettacolo: l'arte è la bugia meno disonesta di tutte.

 
Adolfo Milani, regista e autore del testo,
Barbara del Prato
e Alessandro Albani al sax tenore
ELETALELATELE

di Adolfo Milani

è andato in scena

 2 dicembre 2016

Auditorium G. Verdi di via Curiel

Trezzo sull'Adda
e il 18 febbraio 2017
alla Vecchia Filanda di Grazzago

con Barbara del Prato

al sex tenore Alessandro Albani

pannello di Giorgio D'Anneo

 

Storia credibile e palindroma di una manipolazione dal niente al niente

 La composizione grafica nella scena nuda è di GIORGIO D'ANNEO, che ha colto in pieno lo spirito del racconto.
Ascolterete l' Adagio di Albinoni in affascinanti variazioni al sax tenore di ALESSANDRO ALBANI.
L'azione si svolge oggi, sotto lo sguardo ingordo della televisione; in forma di lettura e come sfogliando le pagine di un diario.
BARBARA DEL PRATO, attrice di forte temperamento, è Serena una figura inquietante della vicenda. La storia credibile di una manipol
azione. Non c'è il lieto fine.

Il vecchio protagonista è un piatto da cui si nutrono donne e destini.

Ha costruito senza accorgersi la propria rovina, vittima delle sue intossicazioni.
Il testo di Adolfo Milani scava l'ostinato complesso edipico di un pittore, somatizzato in ogni possibile declinazione del bianco,
il colore nel quale precipita se stesso.
Alienazione diffusa, pericolosa. Erotismo senza sesso.

 

Il testo di Milani scava l'ostinato complesso edipico di un pittore, somatizzato in ogni possibile declinazione del bianco, il colore nel quale precipita se stesso.
Alienazione diffusa, pericolosa. Erotismo senza sesso.
Registicamente Milani ha impostato la vicenda per evocare dal gesto la parola che deve salire, arrampicarsi sulla gente in sala. Pubblico che ama il teatro, trovandosi, cercando la cultura, gente che coglie ogni sfumatura e alla fine applaude con calore.
Grazie all'amministrazione Comunale che ha reso possibile la serata e Grazie a Francesco Fava, l'assessore alla Cultura, che ha anche quest'anno invitato Parolazione alla manifestazione teatrale che ha dato lustro alla città  e grazie all'Amministrazione Comunale di Grezzago.
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è andato in scena 
il 16 OTTOBRE 2016
 'PADRE TUROLDO

SERVO DI MARIA'

NEL CENTENARIO DELLA NASCITA

PRESSO IL LIBRO APERTO DI TREZZO SULL'ADDA

 TESTO E REGIA A CURA DI 

ADOLFO MILANI

CON

BARBARA DEL PRATO

AL FLAUTO TRAVERSO

SABRINA CORTI

 
Ringrazio gli amici presenti ieri al Libro Aperto che hanno appaludito Parolazione, premiando l'impegno di un'ottima Barbara del Prato e la sensibile scelta delle musiche di Sabrina Corti. Un grazie ai responsabili del Libro Aperto che hanno reso possibile lo spettacolo ospitandoci
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Con il patrocinio del Comune di Trezzo sull'Adda 

              Per la Giornata del Ricordo                               PAROLAZIONE
ha presentato
 

‘Foibe: l’ultimo testimone’
di  Graziano Udovisi
Adattamento e riduzione  a cura di Adolfo Milani.
Allestimento scenico di Francesco Fava
Auditorium G. Verdi di Trezzo sull’Adda
10 febbraio 2016.
 Immobile e attento il pubblico in sala, ha gradito la rievocazione di una pagina della nostra storia spesso trascurata, mai abbastanza ricordata.
Intenso il testo di Milani nel suggestivo ambiente allestito da Francesco Fava.
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  monologhi di Kafka:

'Il digiunatore'

'Lettera al padre' 

già eseguiti

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Su richiesta dell'Acot, 
il 24 gennaio 2016
a Trezzo sull'Adda
è andato in scena
" Voglio una vita di cioccolata..."
a cura di Adolfo Milani
con Barbara del Prato, Emanuela Toccagni,
Enrica Enzler
                    Un viaggio nella cioccolata attraverso il tempo  e lo spazio
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 'lettera al padre'
di Kafka
nell'ambito di
'Libriamoci'
Itis Eistein di Vimercate.
Adattamento riduzione e regia di Adolfo Milani
 
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La malattia del destino
 da 'Sette piani' di Buzzati
adattamento, riduzione e regia
 di A.Milani
con
Antonella Boisio e Adolfo Milani

alla  tromba:  Giuseppe DICEGLIE

in sala : Immagini di Lorenzo Barzaghi

per il giugno culturale trezzese 2015 
Auditorium 'G. Verdi '
via Nenni, Trezzo sull'Adda

Lottiamo per il meglio ma  viviamo immersi  in uno  stupefacente adattamento al peggio, inesorabile il viaggio dai piani alti alle cantine e intanto il destino anzi la malattia del destino fa il suo corso. Il declino comincia già all’alba, la storia precipita, si abbassa  come di sera le palpebre di un vecchio. Cerchiamo la cura ma poi la guarigione ci sfugge, rassegnarsi alla mediocrità è quasi impossibile: da qui le illusioni. Francesco Fava, raffinato padrone di casa, ha presentato la serata ad un pubblico mai così attento e pronto all'applauso.
(A. Milani)
 
 
Questo testo è stato replicato presso il teatro di Crespi d'Adda il giorno 14 novembre, presso il Libro Aperto di Trezzo sull'Adda il 15 novembre 2015 e presso la Vecchia Filanda di Grezzago il 7 gennaio 2016.
Con Milani che ha  diretto e interpretato questo monologo di Buzzati, ha letto Antonella Boisio.
Al sax tenore Alessandro Albani   
 
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Gli attori e il regista di Parolazione
impegnati con Pirandello

il 1° marzo 2O15 

'Pronunci, sentirà che dolcezza'
da
"l'uomo dal fiore in bocca"
di Pirandello
riduzione, adattamento e regia di
Adolfo Milani
Libro Aperto
di Trezzo sull'Adda
con
Marco Cereda, Barbara del Prato, Patrizia Mele,
Alessandro Pisoni e Adolfo Milani


La regia di Milani ha voluto immergere  il più breve atto unico di Pirandello, scritto nel ’22, in uno strato soffuso, evanescente, rallentato, anzi immobile.  Persone/personaggio, perse in una bolla temporale, dove il divenire si ferma e, come maschere nude, galleggiano sospese all’affascinante seduzione della notte che sembra perpetua. Vuole sembrare una tregua al dolore di esistere, è invece uno spostamento di piani. Nel naufragio delle parole, i vagabondi che accettano i frantumi della storia di sé,  se ne vanno alla deriva con la loro crisi, la loro follia, per assumere  diafane trasparenze di anime perse e sdoppiate. Poi il tempo, purtroppo o chissà, riprenderà il suo corso e i  personaggi, a malincuore, torneranno maschere vittime del destino ’ .  Gli attori, pure metafore, molto applauditi
da un pubblico caldo e attentissimo.
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 Per la 17 settimana biblica
'Il buio e la luce'
"lettera al padre"
di Kafka
riduzione, adattamento e regia di Adolfo Milani
in scena  il 19 febbraio 2015

Società OPERAIA
DI TREZZO SULL'ADDA

alla tastiera
Giorgio Barzaghi


Questa “lettera al padre”, che  Milani ha ridotto e adattato per l’incontro,  sembra scritta oggi:  gli angoli oscuri sono vasti come l’immenso trasporto che  l’uomo  prova verso la luce. Franz, che morirà 7 anni prima del padre, affidò lo scritto a sua madre perché lo consegnasse al destinatario. Hermann Kafka non ricevette mai la lettera di suo figlio. Il 2015 è Anno Internazionale della Luce”.

 Gli attori hanno scavato i labirinti
del Praghese, cercando nei tortuosi  chiaroscuri uno spiraglio di luce.
Adolfo Milani ha aperto fessure insolite nei tormenti di Kafka,
lavorando in profondità negli anni dello smarrimento. 
In sala, non gremita, padri e figli hanno scoperto l'eterno  conflitto, immutabile nel tempo.
Di grande sensibilità gli stacchi musicali di Giorgio Barzaghi.

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13 dicembre, 2014 
Con il patrocinio del Comune di Trezzo sull'Adda
adattamento, riduzione e regia di
Adolfo Milani
in scena
"Il digiunatore"
di Kafka
Società Operaia
di Trezzo sull'Adda
ha letto
 Adolfo Milani

alla tastiera il maestro
Giorgio Barzaghi
Pochi i presenti ma  attenti,
calati negli stati allucinatori creati
dalla voce di Adolfo Milani 
e dalle note  di
Giorgio Barzaghi alla tastiera.

Milani ci ha condotti nel realismo magico di Kafka
e nei suoi abissi, eppure qualcuno in sala
ha nominato Pannella che, dal digiunatore  del praghese,
dista mille chilometri. 
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 IL 22 GIUGNO 2014

NELL'AMBITO DELLE
CENTRALI ENEL APERTE

MARIO DONADONI
CON PAROLAZIONE
 di Adolfo Milani
hanno
PRESENTATO

'NUVOLE, ACQUE, VENTI'
IMMAGINI E POESIA
alla
Centrale Taccani di Trezzo sull'Adda
con Antonella Boisio.
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"Le antiche porte del sorriso"
monologo di
Adolfo Milani

per la festa del sorriso
Palazzetto dello Sport di Trezzo sull'Adda
13 aprile, 2014
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Con la collaborazione del Comune di Trezzo sull'Adda
per il Carnevale 2014

Sabato 29 marzo,  2014, in Società Operaia:
ParolAzione
ha  presentato
"Lo strano caso del Povero Piero"
di
Adolfo Milani

 fondale di
Rino Tinelli

alla chitarra
Carlo Corti

Piero che povero non è affatto ma eroe contemporaneo capace di uscire dal pierume di fondo: lucciole d’acqua sull’abito scuro del fiume… In un paese dove tutti si chiamavano Piero, lui vuole cambiare nome. C’è qualcosa di più sovversivo !? Vuole cambiare nome per assumersi la responsabilità di essere libero,  ed essere libero di assumersi le sue responsabilità.

Milani con il suo testo ha scardinato dall'interno il perbenismo
astuto di una società aggrappata al mimetismo che si nasconde e si maschera per sopravvivere morente.

Carlo Corti, eccellente nella versione per chitarra di alcuni notissimi motivi, dosati gli accordi sulla voce di Milani che ha curato anche la regia dello spettacolo.
Bellissimo il fondale di Rino Tinelli tratto da uno dei suoi famosi
scatti intorno al mondo passato della Trezzo antica.


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Il 6 marzo  2014 presso l'Auditorium
delle Scuole Elementari
di Trezzo sull'Adda
per la 16° Settimana Biblica
è andato in scena lo spettacolo

"Uomini massa"
di
Adolfo Milani


Il pubblico in sala ha manifestato con applausi calorosi  l'affezione con la quale ha sempre seguito le Settimane Bibliche
di don Peppino Ghezzi, ex parroco della città. 

Notevole la gamma di voci di Marco Cereda, giuste le sfumature. Antonella Boisio mai così brava: intensa, assorta, a tratti magica. 

Giorgio Barzaghi, alla tastiera elettronica, ha incantato la platea dando spessore emotivo al testo notevole di Milani: quelle note hanno lasciato un accoramento indimenticabile.

Milani ha premesso di aver voluto  scendere dal sacro al  profano ma il suo racconto ha rasentato l'atto di fede dove ormai gli uomini massa l'hanno perduta.



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Parolazione in scena

marco cereda e adolfo milani
 



Barbara del Prato, Adolfo Milani, Marco Cereda




 Lo spettacolo del 4 gennaio, 2014, andato in scena  alla Società Operaia di  Trezzo,  ha colpito al cuore  i presenti. Fuori,  la pioggia ha tenuto al riparo chi detesta bagnarsi. Coloro sui quali la noia ha il sopravvento. Sono liberi pensatori che consumano  cultura isolandosi, con il dito nella nutella. Nelle librerie  danno pareri al alta voce  per farsi sentire. 

Barbara del Prato  è stata affascinante: la sua voce ha reso il pathos notturno del male di vivere. Marco Cereda, attonito e smemorato, ha reso un Avventore verissimo che regge il confronto con Avventori di calibro professionale più pesante. Milani, l'uomo dal fiore in bocca, dolente e assorto ha diretto lasciandosi penetrare dalla magia di Pirandello. Piccole disperazioni senza remissione.

- REPLICATO IN CRESPI D'ADDA
il 15 febbraio 2014.
-  Presso l'oratorio San Luigi di Truccazzano
il 22 marzo.
- Presso La vecchia Filanda di Grezzago
il 5 aprile.

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                                  "la cantatrice calva'
                                                               dove
Ionesco mette in scena le forme dell'assurdo,
unica sostanza delle società obese e disperate,
racconta una incredibile storia senza trama,
descrive la morte grottesca dell'ascolto!

Gli interpreti intensi, spigliati, sensibili hanno reso alla perfezione
il gioco delle parti,
alternando la poesia dell'assurdo
alle piccole disperazioni,
superando i rovelli di una società senza progetti
con il garbo della regia colta di Milani
che ha mescolato le nevrosi del non senso
alla psicoanalisi pirandelliana.   
Con Marco Cereda, Enrica Enzler, Emanuela Toccagni,
Adolfo Milani, Elide Crippa
Ionesco
 in Società Operaia
il 13 aprile 2013 
 e
in replica 
 l'11 maggio 2013
nella sala Teatro di Crespi d'Adda,
 il 25 maggio 2013
nella 'Vecchia filanda' di Grezzago
 e
 il 15 giugno 2013
presso
Il 'Portico'
di Trezzo sull'Adda
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SIAMO CONGIUNTIVI...di Adolfo Milani



Cerchiamo il meglio, ma abbiamo una stupefacente
adattabilità al peggio.

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Ci arriva il linguaggio
ma non la competenza per usarlo,
quella dipende da noi e dai limiti
che siamo disposti a superare:

piegarci alle regole, vincere la cattive abitudini.




 Noi siamo come i congiuntivi: bisogna saperci usare e coniugare.
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Alcuni anziani e non pochi adulti soffrono di
anedonìa,
 cioè l'incapacità ostinata di provare gioia di fronte a qualsiasi evento positivo.
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Come faccio a spiegarti  che mentre fisso il vuoto
sto lavorando?
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Forse che un pesce si darebbe da fare per costruire ami da pesca?
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Alda Merini : ' scrivo per capire quello che scrivo '.
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Cannibali, noi? E' ovvio! Il 96% di ciò che respiriamo è...pelle umana!
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 Ho sempre pensato che diventando vecchio io e le catene ci saremmo incontrati nello stesso punto.
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 Ci sono parole come legami, vincoli che spariranno dal nostro linguaggio, non sapremo più quale significato ebbero e, infine, verranno chiuse nelle celle sgangherate del disuso.
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Aprirsi o non aprirsi agli altri...
e in quale ora del giorno e in quale notte?
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Mi sto allenando ad esprimere due, tre concetti contemporaneamente
per risultare il più astruso ed oscuro possibile.
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  Chi ride troppo è una persona triste, chi non ride mai non è una persona seria.
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Il triangolo del degrado:frigo/tv/divano! Le parole si gonfiano, si ungono, ingrassano deformi e senza ritegno, intorpidite e spente. E noi diventiamo come loro.
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Prestare ascolto all'altro significa farlo esistere. Negargli l'ascolto è cancellarlo.
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Gli scienziati cognitivi assicurano che per essere esperti in una qualunque cosa occorrono circa 10.00 ore di applicazione, cioè 5 anni di lavoro a tempo pieno.
Molti, dopo sei lustri di comunicazione obbligatoria, non sanno ancora parlare.
Nessuno può aiutarli perché si credono eloquenti.
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I bambini imparano una decina di parole al giorno e credono che vi sia una realtà immateriale accanto a loro. Come sono fortunati i bambini!
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Ansie? Ossessioni ? Forse: più che altro gabbie. Malattie inguaribili
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Eristica: è l'arte di ottenere ragione anche quando si ha torto,
incuranti dei più elementari principi di correttezza.
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I mediocri non hanno l'umiltà di pronunciare la parola più impegnativa
e significante della nostra lingua : grazie!
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E alcuni pensano: ma in fondo che cosa può succedere se parlo come mangio? Non succede niente! E’ vero anche questo, non succede niente e continuerà a non succedere niente e noi rimarremo sempre nel nostro brodo, stinti, amorfi nello stagno dell’appiattimento, compressi nella mediocrità che non è una condizione di inferiorità ma è tuttavia un immenso pascolo di bianche pecore intontite.
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Il punto e, di più, la virgola non sono soltano un segno grafico ma sonoro: facilitano il respiro, la pausa, il silenzio, il significato delle parole, le intenzioni. Neutralizzano, inoltre, le cadenze dialettali, donano il retrogusto o il retro pensiero,
trasformano semplici parole in PAROLE CHIAVE.
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Comunicazione ha lo stesso etimo di comunione: andare uniti all’altro verso l’armonia, l’equilibrio, l’empatia, la libertà. Quando l’uomo cessa di parlare inizia lo scontro.
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Per la sua potente estrosità la dizione, che armonizza la fonazione, può essere considerata un vero e proprio percorso nella musica e, infatti, contiene miscele, commistioni, assonanze, consonanze, armonie, disarmonie e fruscii nei quali ogni parola diventa nota musicale e, unita alle altre parole, forma canzoni e sinfonie nel grande concerto della vita.
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Ci sono linguaggi particolari che si sganciano dai legami della lingua e assumono una loro identità rimanendo liberi da regole e recinti.
Il loro scopo è quello di connotare un personaggio con una precisa configurazione fonetica:
Totò, Govi, Massimo Troisi, Benigni, Stanlio e Ollio, Paperino,
il servo cinese, lo schiavo di colore, Vanna Marchi ecc….
La lingua di costoro è  anche la loro maschera, il loro talento, il veicolo del loro successo. E' un trucco sapiente.
Cosa sarebbe Troisi se parlasse l’italiano allo stato puro? Ma attenzione : questa meditata distorsione del loro linguaggio è voluta, studiata.
E’ un espediente utile e cercato che viene sempre tenuto sotto controllo
per assumere la dimensione  di personaggio.
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Correre a piedi per me è il modo più libero e meno complicato di stare al mondo.
Spesso immagino una città che corre a piedi
e che si trova nella radura di un bosco e tutti si sorridono "senza parlare".
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I muscoli della lingua sono 17. Quelli delle labbra 11:
che sforzo baciare!
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Il significato di ogni parola è sempre un’altra parola.
Ogni volta che domandiamo ‘che significa questa frase’?...ci viene risposto con un’altra frase.
Nel dominio della poesia è diverso! Le parole perdono la loro mobilità.
I significati generali del poema sono sì molteplici e cangianti,
ma le parole sono uniche e restano insostituibili.
Cambiarle significa distruggere la poesia, la personalità del verso, l’autenticità della creazione.
E’ da qui che nasce la grande difficoltà di “ tradurre poesia”.
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La forma e la pronuncia delle parole organizzano il loro ordine o il loro disordine.
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La consapevolezza di sapersi ascoltati è ancora più importante di essere esauditi.
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Oggi il viaggio è una metafora finita perché tutte le vie sono state battute.
E’ il termine della scoperta!
Non resta che l’esplorazione delle parole, il viaggio nelle parole che produce emozioni all’infinito.
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La lingua determina la forma del pensiero dei parlanti che è indotto dall’esperienza.
(La cadenza dialettale o l’errata pronuncia modificano il pensiero?)
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l'anagramma del mio nome, Adolfo Milani, è : follia d'animo.
L'anagramma di sigaretta è strategia: dal 25 maggio del 2007 ho smesso di fumare.
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La febbre e la passione di chi legge ad alta voce diventano efficaci se sono presenti anche in chi ascolta.
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In eschimese, 'neve' si esprime in tanti modi :
la neve al suolo, la neve che cade, la neve che stratifica, la neve ammucchiata, la neve che vortica, la neve che si imbratta... Ciò determina la specificità lessicale di una cultura per cui non tutto può essere tradotto.
Esistono parole che esprimono significati esclusivi di una certa cultura, per esempio:
trinità, incarnazione, peccato originale.
Certi colori non trovano corrispettivo in alcune lingue ed è, quindi, come se non esistessero.
In tedesco la parola Gemut è intraducibile: animo, spirito, temperamento?
Heimat: terra della prima infanzia, patria perduta, esperienza di una nostalgia?
Quanti misteri posso esprimere con la parola tenebra...
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Le parole appartengono metà a chi le dice e metà a chi le ascolta.
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C'è chi ama disperatamente essere trafitto dai chiodi delle parole dell'altro..




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